Cosa cambia per chi gestisce la finanza d’impresa
Apri lo scadenzario clienti: trecentomila euro di fatture scadute da oltre novanta giorni. Apri quello fornitori: nella stessa settimana devi saldare una cifra confrontabile. Metti i due elenchi uno accanto all’altro e i nomi non coincidono. Chi ti deve denaro e chi lo aspetta da te sono soggetti diversi. Da compensare, a prima vista, non c’è nulla.
La catena che chiuderebbe la tua posizione esiste, e passa da imprese che non compaiono in nessuna delle due liste. Il cliente del tuo cliente. Il fornitore del tuo fornitore. Un anello lungo tre o cinque passaggi, che attraversa bilanci a cui non hai accesso e che dalla tua scrivania resta invisibile.
Perché serve vedere l’intero grafo
Le compensazioni bilaterali le trova chiunque incroci due anagrafiche. Il denaro vero sta nei cicli lunghi, e per trovarli devi guardare il grafo intero dei crediti e dei debiti, non la fetta che sta nel tuo gestionale. Se A deve a B, B deve a C e C deve ad A, le tre posizioni si estinguono fino alla concorrenza dell’importo minore. Nessuna delle tre paga interessi. Nessuna delle tre aspetta novanta giorni. E nessuna delle tre, da sola, sa che quel ciclo esiste.
Camera di Compensazione costruisce quel grafo e lo interroga. L’algoritmo di Nexyzen cerca le catene chiuse fra più imprese e le estingue in blocco, senza movimentare denaro. Da questa estate Nexyzen fa parte della Community del Fintech District.
Che cos’è il Fintech District
Il Fintech District è la community italiana del fintech: 316 aziende fintech e techfin, oltre quaranta corporate, una ventina di studi e società di consulenza, più di quaranta partner di ecosistema fra associazioni di categoria, hub internazionali e università.
Nasce a Milano nel 2017, in via Sassetti 32, e oggi lo gestisce Fabrick, la società del Gruppo Sella dedicata all’open finance, che nel 2024 lo ha integrato con dpixel. Fra i membri ci sono quattordici unicorni, Revolut e Klarna e N26 fra questi, e circa un terzo delle aziende arriva dall’estero.
Le fintech sono ordinate in dodici verticali, e i numeri raccontano dove si concentra il mercato italiano: Tech Fin ne conta 98, Smart Payments & Money Transfers 49, Wealth Management 33, Insurtech 25. Poi RegTech, Crypto & DeFi, Lending, Real Estate, Neo Banks.
Il District lavora su tre fronti. Mette in contatto le fintech con le grandi aziende che cercano innovazione da portare ai propri clienti, quello che chiamano Open Innovation. Accompagna le fintech straniere che vogliono aprire in Italia, con un programma di soft landing. E produce ricerca sul settore, a partire dalla Italian Fintech Map.
Il verticale delle fatture
Nexyzen compare nel verticale Invoice & Tax Management, che raccoglie sedici aziende. Accanto a noi ci sono nomi che chi lavora in amministrazione conosce: Workinvoice e CashInvoice sul marketplace dei crediti, C2FO sul dynamic discounting, A-Cube API e Fiskaly sull’infrastruttura di fatturazione elettronica, TaxMan e FinBooks sulla gestione fiscale.
Il percorso si è chiuso a luglio con la firma del Memorandum of Understanding e i form di onboarding, seguito passo passo da Giovanni Caccavello, Fintech Community Manager del District. Il logo di Nexyzen è online da questa estate.
Cosa ci aspettiamo dalla Community
Nexyzen si nutre di fatture. Il numero di cicli che l’algoritmo trova cresce con la densità del grafo: ogni impresa che entra nella rete non porta soltanto le proprie posizioni, porta tutte le catene nuove che quelle posizioni rendono possibili. Con pochi nodi collegati trovi poco. Con molti trovi molto, e la crescita non è lineare.
Le fatture però non stanno da noi. Stanno nel gestionale che la tua amministrazione apre ogni mattina e nel provider che spedisce gli XML allo SdI. Sono loro i nostri interlocutori naturali, ed è lì che il District ci porta: nel verticale Invoice & Tax Management siedono i provider di fatturazione elettronica, e fra i partner di ecosistema c’è AssoSoftware, l’associazione che dal 1994 riunisce i produttori italiani di software gestionale e fiscale e che ha definito lo standard di codifica per la fattura elettronica B2B.
Fra i corporate del District ci sono Poste Italiane, Banca Sella, VISA, Fastweb, Toyota Financial Services. Sono aziende che stanno in cima a filiere lunghe, con migliaia di fornitori piccoli che aspettano di essere pagati. È esattamente la topologia su cui la compensazione multilaterale rende di più.
Cosa cambia per te che leggi il bilancio
Il vantaggio arriva quando la compensazione smette di essere un servizio da attivare a parte e diventa una funzione dentro lo strumento che usi già. Il percorso che stiamo costruendo è questo: portare Nexyzen dentro i gestionali e le piattaforme di fatturazione, così che la tua amministrazione veda le posizioni compensabili nella stessa schermata dove registra le fatture.
Nel frattempo, i numeri che si muovono sono quelli che porti in consiglio. Meno ricorso all’autoliquidante e agli scoperti, quindi meno oneri finanziari sotto la riga dell’EBITDA. DSO e DPO che si accorciano insieme, senza che tu debba negoziare termini nuovi con nessuno. Posizione finanziaria netta che migliora perché hai estinto debito, e non perché lo hai rifinanziato. E un rischio in meno: ogni catena chiusa toglie dalla filiera un’insolvenza che poteva propagarsi a monte.
Nessuno di questi effetti richiede capitale nuovo. Richiede che le controparti giuste siano nella stessa rete, ed è il motivo per cui l’ingresso nel Fintech District conta più di un logo su una pagina.
I prossimi mesi
Adesso comincia il lavoro vero: incontrare le software house e i provider della Community, capire con quali ha senso integrarsi per primi, presentare il modello ai corporate che hanno filiere abbastanza profonde da beneficiarne.
Se guidi la finanza di un’impresa che compra e vende lungo filiere articolate, e vuoi sapere quanto della tua esposizione è compensabile prima ancora di aprire un conto, scrivici.